Infortuni Sul Lavoro

Risarcimento danni per infortuni sul lavoro e danno differenziale a Milano

Questa tipologia di infortuni sono all’ordine del giorno specialmente in alcuni ambienti di lavoro con il risultato di incorrere in incidenti gravi o gravissimi al punto da determinare la morte del lavoratore o al meglio un inabilità temporanea assoluta che imponga l’astensione dal lavoro per più di tre giorni (franchigia).

A chi spetta il risarcimento?

A parte la possibile responsabilità penale del datore di lavoro, in merito alla sicurezza dell'ambiente di lavoro stesso ,il lavoratore ha diritto al risarcimento di tutto il danno subito. L'INAIL, per legge, indennizza solo una parte del danno subito, la parte rimanente, il cosiddetto danno differenziale, può essere chiesta all'assicurazione del datore di lavoro. Infatti le prestazioni INAIL sono dovute in ragione del verificarsi dell’infortunio sul lavoro, mentre il danno differenziale presuppone anche la sua configurabilità come illecito che sia prodotto a seguito di un comportamento colposo del datore di lavoro o di un terzo. Il danno differenziale dunque spetta anche a colui il quale, pur percependo già una rendita INAIL, dimostri di avere subito un danno ulteriore rispetto a quello riconosciutogli e ristoratogli dall’ente previdenziale.

Tipologie di danni

 I danni di cui parliamo sono:
danno biologico (anche temporaneo) inferiore al 6%: tale tipologia di risarcimento del danno tutela ogni lesione dell’integrità psico –fisica del lavoratore;
danno patrimoniale: in tale categoria rientrano non solo le spese “vive” sostenute dal lavoratore (si pensi alle spese mediche, ecc…) ma anche il mancato guadagno cagionato dall’infortunio occorso;
danno morale: danno non patrimoniale, qualificato come ogni turbamento dello stato d’animo.
danno esistenziale: inteso quale pregiudizio che alteri le abitudini e gli assetti relazionali di un persona, inducendolo a concreti cambiamenti in senso peggiorativo nella qualità della vita (Cass. S.U. 12/06/06 n. 13546).
Quindi al lavoratore spettano entrambi gli indennizzi, ovviamente dopo aver comprovato di aver subito un danno ulteriore rispetto a quello riconosciutogli dall’ente previdenziale.

Come denunciare un infortunio sul lavoro/itinere

Cosa deve fare il medico di fronte al lavoratore che ha subito l’infortunio sul lavoro? Sono due gli atti medico legali previsti: il certificato medico e in particolari circostanze il referto (danni gravi e mortali).

Certificato medico
L’infortunato deve trasmettere immediatamente il certificato al proprio datore di lavoro, il quale a sua volta lo allega alla denuncia che inoltra all’INAIL entro due giorni, o entro 24 ore se trattasi di infortunio mortale o che ha provocato pericolo di morte. Non sussiste l’obbligo da parte del datore di lavoro di denunciare l’evento all’INAIL qualora il danno subito dal lavoratore non superi i tre giorni di inabilità (franchigia). Il certificato medico ha finalità di tipo assicurative.

Cosa deve contenere il certificato?
L’articolo 53 del DPR 1124/65 elenca i dati che devono essere riportati nel certificato:
• generalità del lavoratore;
• giorno e ora in cui è avvenuto l’infortunio;
• le cause e le circostanze dell’infortunio anche in riferimento ad eventuali deficienze di misure di igiene e di prevenzione; la natura e la precisa sede anatomica della lesione, il rapporto con le cause denunciate, le eventuali alterazioni preesistenti.
L’INAIL fornisce un modello di certificato per gli infortuni. Fanno eccezione a questa procedura gli infortuni agricoli a carico dei lavoratori autonomi. In questo caso il medico deve compilare, su apposito modulo dell’INAIL, un certificato-denuncia che deve essere spedito all’INAIL dallo stesso medico compilatore.

Referto (Danni gravi e da morte)
L’articolo 365 del Codice Penale stabilisce l’obbligo di referto nei casi di reati perseguibili d’ufficio.
 Nel caso degli infortuni sul lavoro l’obbligo scatta:
• in caso di morte;
• in caso di lesione grave o gravissima: incapacità ad attendere le proprie occupazioni per oltre 40 giorni o indebolimento permanente di un organo o una malattia certamente o probabilmente insanabile.
La Procura della Repubblica di Milano, con circolare del 1999, ritiene opportuno trasmettere il referto nei casi in cui le lesioni provochino inabilità superiore ai 25 giorni di prognosi, poiché presumibilmente daranno luogo a lesioni perseguibili d’ufficio. Il referto deve quindi essere inviato alla struttura del Servizio PSAL competente per il luogo in cui è avvenuto l’infortunio, che assolve funzioni di Polizia Giudiziaria, affinché possa avviare indagini per ricercare eventuali responsabilità penali.

Cosa deve contenere il referto?
Il contenuto è stabilito dall’articolo 334 del Codice di Procedura Penale:
• generalità e luogo in cui si trova l’infortunato;
• azienda che ha alle dipendenze l’infortunato;
• indirizzo in cui è avvenuto l’infortunio;
• descrizione dell’infortunio.
Viene fornito un modello che contiene tutte le indicazioni richieste.

Tutta la procedura sino a qui sintetizzata si avvale di abilità, esperienze e conoscenze tecniche in quanto si necessita di alcuni atti medico-legali che hanno differenti scopi, intrapresi in circostanze ben definite, ciascuno dei quali regolato da specifiche leggi.

Consulenza gratuita

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